Oggi parliamo di un argomento molto importante per tutti i Gestori del servizio Idrico Integrato.

Il recente provvedimento 917/2017 disposto dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente contiene un pacchetto di norme volte a rafforzare la stabilità e la coerenza dell’architettura regolatoria dei sistemi idrici.

Cosa viene introdotto?

Nel dettaglio il provvedimento definisce i livelli minimi e gli obiettivi di qualità tecnica nel servizio idrico integrato, mediante l’introduzione di:

  • standard specifici, che identificano i parametri di performance da garantire nelle prestazioni erogate al singolo utente, e il cui mancato rispetto, di norma, prevede l’applicazione di indennizzi
  • standard generali, ripartiti in macro-indicatori e in indicatori semplici, che descrivono le condizioni tecniche di erogazione del servizio, a cui è associato un meccanismo incentivante che prevede premi e penalità
  • prerequisiti, che rappresentano le condizioni necessarie all’ammissione al meccanismo incentivante associato agli standard generali.
E’ importante sottolineare che si parla di un approccio graduale già iniziato a partire dal 1 gennaio 2018.

Nel dettaglio:

  • La regolazione della qualità tecnica e quindi l’obbligo di monitoraggio si applica dall’1 gennaio 2018 (vedi Articolo 1 – Disposizioni generali)
  • le ulteriori disposizioni di cui al Titolo 8 dell’Allegato A, in materia di registrazione e di archiviazione, si applicano a decorrere dall’1 gennaio 2019 (vedi Articolo 8 – Articolo 8 Obblighi di monitoraggio e di registrazione)
  • il macro-indicatore – “Interruzioni del servizio” (M2), cui è associato l’obiettivo di mantenimento della continuità del servizio, anche attraverso una idonea configurazione delle fonti di approvvigionamento, la cui attivazione ai fini dell’applicazione del meccanismo di incentivazione è prevista a partire dall’anno 2020, ed a cui afferisce la “Disponibilità di risorse idriche” (G2.1); (vedi Articolo 2)

Questo è quadro riepilogativo degli Indicatori:

Utilizzare uno strumento come il GIS per ottimizzare la gestione di tutto ciò e calcolare gli indicatori: il Modulo Interruzioni Rete Idrica

Le soluzioni GIS di Abitat, utilizzate degli Enti Gestori come Cap Holding e BrianzAcque, sono di fondamentale importanza per il calcolo dell’indicatore M2, in particolare disporranno a breve di un nuovo modulo di gestione denominato “Modulo Interruzioni Rete Idrica” con le seguenti funzionalità:

  • estrazione automatica dell’area di interruzione, grazie alla selezione grafica del punto intervento effettuata dall’operatore.
  • evidenziazione sulla mappa delle saracinesche da chiudere, dell’elenco di condotte coinvolte e delle Vie
  • creazione estratto di mappa della zona interessata, utile per l’esposizione degli avvisi nelle Vie coinvolte
  • individuazione del numero di utenze soggette ad interruzione del servizio (utenti finali e utenti condominiali). Grazie all’inserimento nel GIS dei punti utenza (georeferenziati) è possibile stimare con buona precisione il numero di utenze soggette ad interruzione (perché collegate direttamente alle condotte coinvolte) e di conseguenza determinare i dati identificativi dei Punti Di Emissione (o Punti Fornitura o Punti Di Riconsegna) coinvolti
  • estrazione automatica delle aree adiacenti all’area di interruzione, che risultano indirettamente coinvolte dall’interruzione a causa di saracinesche chiuse di cui i tecnici non sono a conoscenza. Questo in quanto tutte le utenze coinvolte nell’interruzione del servizio sono soggette a indennizzo se non vengono avvisate
  • individuazione di utenti indiretti sottesi alle utenze condominiali soggette all’interruzione

Il modulo prevede la registrazione e l’archiviazione di tutti i dati cartografici e alfanumerici e li storicizza secondo le norme di legge (10 anni).

Cosa significa registrazione e di archiviazione?

La rete Acquedotto è soggetta a continui aggiornamenti nel tempo (sostituzioni condotte, nuove pose, dismissioni, ecc). E’ importante che il GIS registri e archivi la situazione cartografica di un certo momento storico, relativo alla data di ogni interruzione del servizio.

A distanza di anni è quindi possibile risalire sia ai dati alfanumerici relativi all’interruzione sia ai dati cartografici coinvolti.

Il GIS permette di visionare sulla mappa la rete, i punti di chiusura coinvolti, le utenze e ogni altro elemento utile con una fotografia storica al momento dell’interruzione così da ottenere una registrazione ottimale.

Quali sono i passaggi che un Ente Gestore deve adottare per gestire i propri dati con un GIS?

Il GIS può fornire il supporto cartografico necessario solo se l’Ente Gestore mette in atto le tre seguenti attività.

La rete acquedotto inserita nel GIS deve essere aggiornata, topologicamente connessa e corretta.

Chiariamo cosa si intende con i termini “aggiornata” e “topologicamente connessa e corretta”.
E’ fondamentale per comprendere l’utilità di un GIS in questo tipo di attività.

Per aggiornata si intende che deve esistere un rilievo recente e preciso della rete acquedotto e di tutti i componenti puntuali (come le saracinesche). Tutte le modifiche alla rete successive al rilievo devono essere riportate nel GIS, quindi in un contenitore unico aziendale, in tempi relativamente brevi.

E’ necessario sanare il pregresso di tutti gli interventi realizzati e mai inseriti sul GIS.
Per ultimo, si deve porre attenzione e dismettere l’uso della carta per registrare le modifiche alla rete e gli as-built.

Quanto tempo passa tra l’intervento vero e proprio di sostituzione di una condotta o la posa di un nuovo allacciamento e il suo inserimento nel GIS?

Se l’arco temporale è troppo lungo potremo fare un’analisi di interruzione del servizio poco precisa, e quindi c’è un problema.

Per topologicamente connessa e corretta si intende che ogni punto della rete deve essere connesso ad una linea e che per ogni linea deve esserci un punto iniziale e un punto finale. Questa è solo una descrizione basilare, in ogni caso Abitat SIT dispone di tool di analisi topologica evoluti che verranno attivati contestualmente al Modulo Interruzioni Rete Idrica.

I Punti di Fornitura Utente devono essere georeferenziati

Su questo argomento si aprono vari scenari e possiamo dire che questo è in assoluto il più grande sforzo di recupero dati che deve svolgere l’Ente Gestore.

All’inizio si possono mettere in campo una serie di azioni mirate al recupero massivo di dati senza curare in modo dettagliato la precisione. Per ottenere i dati completi e precisi potrebbero servire anche anni e una strutturazione di processi aziendali dedicata a questo scopo.

Alcuni Enti Gestori hanno già attivato o stanno attivando campagne di rilievo dei Punti di Fornitura con le tecnologie di Abitat SIT per il rilievo in campo. Questo tramite un Tablet con una nostra Applicazione installata e tutto l’occorrente per lavorare anche senza rete al fine di consentire la rilevazione senza connessione ad internet e la successiva sincronizzazione dati una volta rientrati in ufficio.

I dati restituiti da questo rilievo hanno una precisione altissima. Si arriva anche alla verifica della griglia contatore con l’indicazione di quali nicchie sono libere e quali occupate, in questo ultimo caso con l’indicazione dei dati relativi il contatore.

Alcuni enti gestori ottengono le coordinate dalle aziende che si occupano della lettura dei contatori, ad esempio alcune aziende restituiscono per ogni lettura una foto georeferenziata.

Diciamo subito che in questo caso le coordinate sono generalmente di bassa qualità ma grazie ad algoritmi da noi elaborati e testati, è possibile individuare le foto corrette da quelle non corrette e quindi, in un secondo step, migliorare la precisione delle coordinate.

Alcuni Enti Gestori utilizzano i rilievi dei Numeri Civici dei singoli Comuni oppure algoritmi di Geocoding per georeferenziare i Punti di Fornitura in modo massivo.

Anche in questo caso, se il Comune in questione non ha a disposizione la numerazione civica aggiornata, si può sfruttare la banca dati fornita da TomTom.

La sua rilevazione è puntuale e non calcolata per algoritmi (come fa Google Maps, tanto per capirci…).

Questo vuol dire che la localizzazione di un numero civico, ovvero il puntino che troverai in mappa, è esattamente nel punto in cui questo è presente nel territorio e non “spalmato” lungo una lunghezza di una via.

Capirai quindi benissimo quanto sia importante la precisione di tutto questo.

Bisogna attivare una vista tra il database del GIS e il database gestionale degli Utenti

La connessione (link) tra il GIS e il Gestionale Utenti serve affinché il GIS possa estrarre e registrare i dati anagrafici degli utenti, recuperati tramite la chiave univoca del Punto di Fornitura.

Inoltre, il GIS fornisce le indicazioni qualora un utente sia già stato indennizzato e quindi da Provvedimento non deve più esserlo (vedi Articolo 5 – 5.5 Il gestore non è tenuto a corrispondere l’indennizzo automatico qualora all’utente finale, inteso come utente indiretto in caso di utenza condominiale, sia già stato corrisposto due volte nell’anno solare in corso un indennizzo per mancato rispetto del medesimo standard, fermi restando gli ulteriori casi di esclusione già previsti ai sensi dell’articolo 73 del RQSII).

Questo link è già presente nella maggior parte degli Enti Gestori nostri clienti, tuttavia è importante ricordare che è un prerequisito per rispondere in modo adeguato alla Delibera 917/2017.

Quindi? Che fare?

Avrai ben capito che il tema è piuttosto complesso e tecnico.

Da esperto del settore, ti consiglio di non lanciarti a testa bassa su queste cose ma di informarti, studiare, ponderare bene eventuali scelte tecnologiche e operative che potresti attuare a breve.

Se in questo articolo ho solleticato la tua curiosità o ti ho fatto accendere la lampadina in merito a qualche argomento o, ancor peggio, ti sei riconosciuto in qualche situazione che ho citato, non esitare a contattarmi.

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Giovanni Tommasi

Giovanni Tommasi

Tecnico programmatore/sviluppatore di software e sistemi informativi territoriali, coordina e gestisce il team in qualità di capoprogetto lavori e formatore degli applicativi e delle funzioni istallate presso i Clienti.

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